Get Adobe Flash player

Archivi per la categoria ‘Vini’

Vicina nel colore al Vermentino, la Vernaccia ben nota in Oristano e in tutta l’isola, ha attraversato vicende storiche differenti. La tradizione vuole che le uve paglierine siano state importate dai fenici, seppure il nome vernaccia ricordi molto da vicino il latino vernacula ossia vino del luogo. Si è infatti ipotizzato che il vino sia autoctono e cresciuto spontaneamente sull’isola. In attesa di conferme dal mondo scientifico non ci resterà che ricordare che il vino doveva essere particolarmente caro a Eleonora D’Arborea che impose di coltivare i terreni in abbandono a vernaccia appunto, riconoscendone probabilmente la buona resa.

La produzione di vernaccia ha subito un pesante colpo durante il XIX secolo, quando a causa della presenza del parassita tristemente conosciuto con il nome di filossera, numerosi vitigni vennero inevitabilmente danneggiati. Oggi la produzione conosce livelli altissimi e il prodotto non solo è a ragione amato nell’isola, ma apprezzato anche in tutta Italia e in diverse località europee.

La vernaccia ottima come aperitivo, si accompagna solitamente con la bottarga, con il pesce in genere e con i formaggi, siano essi piccanti o affumicati.

 

Il Vermentino è un vino tipicamente sardo, conosciuto e prodotto in ogni angolo dell’isola, che negli ultimi decenni si sta facendo amare anche in Italia, Europa ed America. Studi recenti attestano che il vitigno aromatico del Vermentino sia originario del Portogallo, forse dell’isola di Madeira dalla quale secondo le ricerche sarebbe stato importato fin sull’isola sarda e non solo. Conoscono il Vermentino anche la Liguria e la Corsica ma ciascuna realtà regala sapori e sfumature diverse all’eccezionale vino.

Il vitigno in Portogallo noto con il nome di Codega conosce in Gallura un luogo di produzione eccellente. Per una coltivazione ottimale è infatti necessaria la presenza di  terreni sabbiosi nonché rocciosi che abbondano nella zona settentrionale della Sardegna.

Fra le qualità più ambite e conosciute indimenticabile è il  Capichera di Arzachena, da servire normalmente  fra gli 8 e 10° a seconda della stagione. Accompagna in maniera eccellente piatti di pesce e formaggi, e si dimostra uno sfizioso aperitivo, capace di far innamorare chiunque lo assaggi anche solo una volta.

 

Forse uno dei vini più noti della Sardegna, il Cannonau nasce da una bacca tipicamente nera, grossa e succosa, diffusa in tutto il territorio isolano. Simbolo della Sardegna all’estero di recente si è confermato che il vitigno sia autoctono. Studi precedenti infatti ritenevano che il Cannonau, noto anche con il nome di Canonau, Cannonadu, Cannonao,  fosse stato importato in Sardegna dalla penisola Iberica e comunemente lo si faceva corrispondere al famoso vino che gli spagnoli chiamano Alicante.

Il ritrovamento di vinaccioli antichi ben tremila e duecento anni fa non solo ha fatto comprendere al mondo scientifico che il Cannonau non ha conosciuto alcuna importazione, ma meglio ancora ha regalato al vino l’importante ruolo di più antico di tutto il mediterraneo.

Per produrre un Cannonau degno del suo nome oggi sarà necessario impiegare almeno il 90% di uve di cannonau che conferiranno al vino un rosso rubino con intense sfumature granata. Il vino dovrà essere lasciato a riposare per almeno un anno nelle caratteristiche botti di castagno o di rovere.

Oggi servito per accompagnare i gustosi arrosti della bella terra sarda, il Cannonau rallegra la tavola ed esalta con il suo carattere secco e fragrante il sapore di carni e formaggi. Servito normalmente ad una temperatura di 16 – 18° il tenore alcolico del vino si aggira mediamente intorno ai 13°.

Nemmeno D’Annunzio in visita in Sardegna riuscì a fuggire al fascino del nettare porporino rimanendo per sempre affascinato da questo eccellente prodotto locale. Degustare del cannonau oggi significa sorseggiare un frammento di storia isolana, gustosa ed indimenticabile.

 

Translator